Per un carnevale che unisce
- Radix Svizzera italiana

- 3 giorni fa
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Oxford, Bodleian Library. Ms. Bodley 264, Roman d’Alexandre (XIV sec.), f. 21v. Danze per il carnevale
Festa antica...
Inizia un nuovo anno e piano piano ci si incammina verso la primavera. Un tempo, quando i ritmi del lavoro erano strettamente legati ai ritmi della terra, il periodo del carnevale era un momento molto sentito, perché era il tempo per celebrare la rinascita e la fertilità. Anticamente, ci si travestiva per spaventare e allontanare gli spiriti maligni, propiziando il risveglio della natura.
Come è avvenuto con molte altre ricorrenze, questa festa pagana è diventata parte della tradizione cristiana, che le ha dato il nome di carnevale e ha portato nuove funzioni e nuovi significati. Nel medioevo, quando c’erano forti disparità sociali, il carnevale era un momento di sovvertimento dell’ordine costituito che era essenziale per mantenere in equilibrio un mondo caratterizzato da forti disuguaglianze. Per un periodo di tempo ben stabilito, i ruoli si ribaltavano: i braccianti potevano essere nobiluomini e le serve regine. Limiti, regole e precetti morali lasciavano il posto all’eccesso e al divertimento sfrenato. Dato sfogo collettivamente a istinti e desideri repressi, appianate le tensioni e i potenziali conflitti, si tornava alla normalità e, anzi, ci si rimetteva in riga in vista della Pasqua.
È interessante scoprire come alla base di una festa che nell’immaginario moderno è leggera e spensierata, ci siano istanze importanti, come la collaborazione, la solidarietà e l’uguaglianza. A questo proposito, è interessante ricordare la storia dell’iconica maschera di Arlecchino, con la quale il carnevale di Venezia si identifica e che ha un forte valore simbolico. La storia di un bambino povero il quale, non avendo un vestito da poter indossare il giorno del carnevale, riceve da ciascun bambino e bambina del paese un pezzo di stoffa che la madre cuce insieme creando un bellissimo vestito.

Joan Mirò, Il carnevale di Arlecchino (1925). Buffalo, Albright-Knox Art Gallery
...e sempre (più) moderna!
Anche in Svizzera, il carnevale è molto sentito e il Ticino non fa certo eccezione. Ogni anno, usi e tradizioni ultracentenarie vengono fatti rivivere: cortei e concerti animano città e paesi in festa. Ma cosa rende ancora oggi il carnevale un momento tanto bello, tanto atteso e tanto importante? Noi ci abbiamo pensato un po’ su e ci farebbe piacere leggere anche qualche vostro pensiero nei commenti!
Innanzitutto, a carnevale ci si può prendere una meritata pausa dai doveri che strutturano giornate sempre più piene e frenetiche per divertirsi. Quel divertire che deriva dal latino “de-vertere” e che ci sprona a “volgere altrove e a deviare” e incita ad uscire dai binari, rompere gli schemi e azzardare un po’: a trovare uno spazio per il gioco, cosicché anche le persone adulte riafferrano quella dimensione ludica che spesso trascurano.
Carnevale è un momento prezioso per rafforzare il senso di comunità perché resta una festa per tutti e per tutte, un’occasione di socializzazione, di incontro e di scambio tra persone appartenenti a comunità e generazioni diverse che favorisce un senso di coesione e integrazione.
Grazie alla tradizione del travestimento, carnevale offre alle persone l'opportunità di connettersi con le altre in modo diverso dal solito: quando ci mascheriamo, veniamo visti e viste per quello che siamo in quel momento, non per il nostro aspetto consueto, e questo ci mette in condizione di esprimere emozioni e stati d’animo che normalmente terremmo per noi… in questo senso, il sentimento di anonimato donato dalla maschera può essere liberatorio e incoraggiare la spontaneità e la creatività.

La marcia del Morgenstreich a Basilea, Basel Tourismus
Far festa con il cuore e con la testa
Una festa riuscita è una festa accogliente e chi prepara il carnevale questo lo sa bene. Ogni anno, in ogni paese e città, una squadra di persone volenterose organizza con passione una manifestazione che deve tener conto dei desideri e del benessere di tutte le persone partecipanti, dalle più giovani alle più anziane, della sicurezza, della gestione del suolo pubblico e del rispetto dell’ambiente.
Il loro impegno è fondamentale, così come lo è la partecipazione rispettosa e consapevole di tutta la cittadinanza. Spesso, in questo momento particolare, si tende a consumare in modo maggiore, mettendo a rischio la propria salute e non solo: in uno spazio condiviso, le proprie scelte hanno effetto anche sulle altre persone presenti, specialmente su quelle più vulnerabili. Alcol, fumo, svapo: affinché la festa resti sicura e piacevole per tutti e tutte, è importante tenere conto degli effetti delle sostanze, dei comportamenti e dei rischi ad essi connessi. Per questo, da amanti del carnevale, proponiamo qualche spunto di riflessione ad hoc maturato dalle nostre conoscenze ed esperienze e restiamo volentieri a disposizione per chiunque voglia confrontarsi o avere maggiori informazioni.
Alcol, quanto è troppo?
Più si consuma alcol, più i suoi effetti sono negativi e bisogna sempre ricordare che non c’è consumo senza rischi! Per non correre nessun rischio occorre rinunciare al consumo. Se tuttavia si decide di consumare, è bene informarsi in anticipo in modo da poter gestire i pericoli e ridurre i possibili danni:
3 consigli per un approccio più responsabile:
Se si decide di consumare dell’alcol è meglio farlo in compagnia di persone fidate: se si beve troppo e troppo in fretta si può perdere facilmente il controllo.
Sembra paradossale, ma le bevande alcoliche inducono disidratazione. L’acqua è una grande alleata della salute, perciò proponiamo di seguire questa semplice regola: dopo una bevanda alcolica bere sempre un bicchiere d’acqua.
L’alcol ha un effetto sulla percezione della realtà, sulla coordinazione e le capacità di reazione. La guida, sia che si tratti di un’auto, di una moto o di una bici richiede attenzione e riflessi pronti: chi guida, non deve consumare alcol.
È meglio usare i mezzi pubblici: in diverse città i servizi vengono potenziati proprio per il carnevale e l’utilizzo è incluso nel biglietto (segnaliamo questa possibilità per chi festeggerà al Rabadan e al Nebiopoli). Si può anche chiamare un taxi o NEZ ROUGE, oppure, se la distanza lo consente, camminare.

Una foto d’annata dei festeggiamenti del carnevale a Corippo in Val Verzasca (1981) © ETH Library Zurich, Image Archive / Dia_287-05546
Fumare o non fumare? E... svapare?
È noto che il fumo e gli aerosol inalati passivamente contengano altrettante sostanze tossiche per il nostro organismo di quelli aspirati attivamente. Scegliere di fumare o svapare influisce anche su chi non fuma né svapa, tra cui persone giovani e giovanissime, donne incinte, persone con particolari fragilità.
E per chi avesse smesso con il tabacco a favore di vape e simili, ricordiamo che le molte città in tutto il mondo che hanno stabilito il divieto di fumare nei luoghi pubblici hanno equiparato le sigarette elettroniche a quelle tradizionali. Diversi sondaggi dimostrano che queste ultime sono generalmente percepite come prodotti “sicuri”, ma attenzione: il sapore gradevole aumenta il rischio di dipendenza perché in poco tempo si può assumere parecchia nicotina senza rendersene conto. Alcuni modelli contengono addirittura il corrispondente di 300-400 sigarette.
Per approfondire l’argomento consigliamo di visitare la piattaforma dedicata alla campagna “Fumare fa male, svapare fa uguale” e per restare in tema di carnevale suggeriamo anche la lettura di questo articolo che abbiamo scritto in collaborazione con la Lega Polmonare ticinese.

Dettaglio di una fotografia di Albert Bonsfills per Milk Magazine
Proteggere la gioventù
In Ticino la legge vieta la vendita di bevande alcoliche di ogni genere, del tabacco e dei suoi derivati a persone minori di 18 anni. Tale divieto si estende anche alle sigarette elettroniche e a tutti i prodotti simili per contenuto o modalità di consumo. Le persone giovani sono più sensibili agli effetti delle sostanze e proteggerle dal consumo precoce è una responsabilità di tutti e tutte.
Ricordiamo che le persone che hanno più di 18 anni, non possono acquistare per chi ancora non li ha. E per chi vende tali prodotti, è importante ricordare che se ci sono dubbi sull’età dell’acquirente si hanno il diritto e il dovere di verificarla chiedendo un documento d’identità.
Le campagne di sensibilizzazione realizzate in occasione del carnevale fanno parte del progetto “Open giovani” e del progetto “Open adulti” realizzati in collaborazione con l’Ufficio del medico cantonale nell’ambito del Programma d’azione cantonale “Prevenzione alcol, tabacco e prodotti simili” 2025-2028.




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