Radix Svizzera italiana
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Le insopettabili dipendenze quotidiane

Dal piacere alla dipendenza

Ti riconosci?

Forse non tutti sanno che...

Cosa posso fare? Imprevisioni meteo


Il buon dipendente?

È una dipendenza buona? È un tipo, di compagnia. “L’è bel vegal scià insema”, dicono. È sempre fuori casa con gli amici. Fa qualche puntatina al casinò o al night. Qualche bicchiere di vino, difficile dire quanti: bianco prima di pranzo e di cena, rosso dopo, qualche cicchetto di grappa di quella buona che non può fare che bene. Mai avuto problemi se non che gli hanno ritirato la patente un paio di volte per via che aveva avuto degli incidenti. Roba da poco. Sì, perché lui dice che l'alcol lo sopporta bene. La salute? “Tütt ball. Ul me zio l’è scampaa fin a nuvant’ann. E al fümava come 'n türco”. Dovrebbero, dice spesso, fare più attenzione a tutti quei drogati che ci sono in giro, non alle persone che lavorano e pagano le tasse come me. (…)

Il non dipendente?

Non è una dipendenza? Non fuma, non beve, va in palestra. È un gran lavoratore. Il lavoro se lo porta anche a casa. È molto stimato dai superiori. I colleghi gli dicono che il monumento non glielo faranno mai. Sabati e domeniche non esistono. Sulla sua scrivania di casa ci sono mucchi e mucchi di carte; il computer è sempre acceso. La sera non riesce ad addormentarsi, per fortuna il medico gli ha prescritto dei sonniferi. Alla famiglia non fa mancare niente dal punto di vista economico, ma non ha mai tempo per i figli e per la moglie. Anche in vacanza si porta qualcosa da fare e chiama l’ufficio almeno due o tre volte al giorno. Dice spesso: “Quando andrò in pensione mi godrò finalmente la vita”. (…)

Il cattivo dipendente?

È una cattiva dipendenza? Lo si vede in giro tutte le ore del giorno. Chiede soldi a tutti. Dice che è per potersi comperare un panino. Tutti sanno che quei soldi servono per la droga. Si buca da moltissimi anni. È anche sieropositivo. Lo hanno abbandonato tutti: prima gli amici, poi anche la famiglia. La sua ragazza lo ha lasciato e da allora non è più riuscito ad avere una relazione stabile con una donna. Ha tentato diverse volte di smettere, ma non ce l'ha fatta. Anche in comunità non ha funzionato: dopo un po' tutto è tornato come prima. Il medico si limitava a dargli il metadone e tutte le volte gli faceva un predicozzo. Adesso ha chiesto di entrare in un programma terapeutico a base di eroina. Spera ancora di farcela, anche se nessuno sembra più credere in lui.