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Le insospettabili dipendenze quotidiane

Dal piacere alla dipendenza

Ti riconosci?

Forse non tutti sanno che...

Cosa posso fare? Imprevisioni meteo


Cosa posso fare?

 

Prevenire significa battere in velocità, anticipare, trovare delle soluzioni.

Per trovare delle soluzioni si devono individuare e combattere le cause che provocano dipendenza; si devono cioè analizzare le dif-ficoltà quotidiane, la perso- nalità dell’individuo, gli effetti dovuti all’ambiente, alla società e l’accessibilità delle sostanze. Finora, nella nostra società, abbiamo concentrato i nostri sforzi sulla lotta contro gli stupefacenti: come fare per proibirli e come eliminarli? Il fatto che possiamo diventare dipendenti da un prodotto o da un’attività dimostra che non è possibile eliminare completamente il problema. Questo non significa però che non si possa fare niente. Se si vogliono prevenire efficacemente le dipendenze si deve operare a tre livelli ( A, B, C)

   

Che cosa posso fare per me stesso, per non diventare dipendente?

La prevenzione delle dipendenze comincia da me stesso, devo occuparmi della mia persona e questo non ha niente a che fare con l’egoismo. *Una donna che si sacrifica per il marito e i figli, accantonando ogni suo interesse personale, si sente utile. Ma, prima o poi, questa sensazione potrebbe trasformarsi in frustrazione. *Un uomo che vive unicamente per il suo lavoro e dimentica completamente la sua vita privata, gode sicuramente di considerazione e stima. Nonostante ciò, un giorno o l’altro, si accorgerà di aver un vuoto attorno a sè. Quante volte nella vita corriamo solo per soddisfare le esigenze e i desideri degli altri? Ogni essere umano prova delle sensazioni e delle emozioni, belle o brutte. Queste sensazioni vanno e vengono. Se, invece di ignorarle e reprimerle, me ne accorgo e ne tengo conto, imparerò a conoscermi meglio. Le sensazioni mi indicano come devo comportarmi nella vita di tutti i giorni. Come la segnaletica stradale, mi difendono dai pericoli e mi dicono a che cosa dare la priorità. Essere a disposizione degli altri per sedici ore al giorno è chiedere troppo a me stesso/a. Anch’io ho diritto a un po’ di tempo per me. Cosa desidero veramente? Cosa posso fare per prendermi cura di me? *Ho mal di testa. Un’altra volta è la gola, il ventre o la schiena. Mi sento stanco e sono di malumore. Riesco a capire il linguaggio del mio corpo? Non lo saprò mai se combatto immediatamente tutti i dolori prendendo una pastiglia. Se invece mi rilasso o vado a fare una passeggiata quando ho mal di testa, colgo l’occasione per interpretare questo segnale. Perché mi viene questo male in questo determinato momento? Dopo o prima di che? Cosa mi fa "scoppiare" la testa? *Non sono della stessa opinione e vorrei cambiare qualcosa. La maggior parte del tempo però mi guardo bene dal dirlo per non creare discussioni; non manifesto i miei bisogni o il mio punto di vista. Preferisco tacere perché ho paura di non essere più amato e rispettato.

Imparare ad affrontare le difficoltà e i conflitti invece di sfuggirli, ed esprimere quello che mi sta veramente a cuore mi aiuta ad avere più fiducia in me stesso/a e a sentirmi meglio.

 
   

Cosa posso fare per gli altri, come migliorare la loro situazione quotidiana per tenerli lontani dalla dipendenza?

Ogni essere umano influenza l'ambiente in cui vive con il suo carattere, il suo modo di affrontare la vita, nonché con quello che dice e che fa. Cercate di formulare le vostre idee riguardo al modo di vivere con gli altri e discutetene con i famigliari. Constaterete che esistono anche le idee degli altri. Vi siete mai chiesti come vi comportate in caso di divergenze di opinione? Nella vita con gli altri è inevitabile che vi siano divergenze d’opinione e conflitti. Negarne l’esistenza, oppure cercare di evitarle tutte le volte che si presentano non è una buona soluzione. Spesso è difficile discutere quando non si ha la stessa opinione, specialmente con gli adolescenti. Eppure per i nostri figli la possibilità di discutere, di confrontarsi e, anche, di litigare con i genitori, sentendosi però debitamente
considerati, costituisce la miglior prevenzione delle dipendenze. Ogni tanto ci sono conflitti che superano le nostre capacità. Sappiate che non dovete sempre risolvere tutto da soli. Parlatene con qualcuno di cui vi potete fidare oppure fatevi consigliare. Prendete il tempo che vi occorre: non è necessario che tutto vada a posto immediatamente. Comportatevi in modo corretto anche nelle situazioni che all’inizio possono sembrare troppo difficili. Quest’esperienza vi darà il coraggio necessario per affrontare nuovi conflitti e rafforzerà la stima in voi stessi. Comportandovi in questo modo dimostrerete a coloro che vi stanno accanto che è possibile affrontare apertamente i conflitti. Prestate attenzione ai sentimenti degli altri. Magari una persona triste è contenta se vede che cercate di farla sorridere, però potrebbe anche darsi che dietro alla faccia triste si nasconda qualcosa che non può essere eliminato come per magia. L’espressione scura del vostro o della vostra partner, sulle prime, vi dà fastidio; ma potrebbe anche essere interpretata come un modo per comunicarvi che qualcosa non va. Siete capaci di affrontare apertamente vostro figlio, partner o collaboratore e di parlare apertamente dei problemi che lo affliggono? Anche se il suo atteggiamento vi infastidisce? Prendere qualcuno sul serio significa dargli la possibilità di esprimere anche le sensazioni e i sentimenti negativi.

 
   

Come deve essere una società dove si possa vivere senza ricorrere agli stupefacenti oppure facendone un uso moderato? E in che modo posso contribuire a migliorare la società?

Come dovrebbe essere una società dalla quale non è più necessario distanziarsi ed emarginarsi? Vi siete mai posti queste domande? Con il suo carattere fortemente competitivo e i suoi gruppi di interesse, la società attuale risulta insopportabile per molte persone che non sanno più come comportarsi. Spesso ci sembra di disporre di una libertà d’azione talmente limitata che rinunciamo all’idea di voler cambiare qualcosa. E' comunque un dato di fatto che una società in cui ognuno può partecipare, riduce il pericolo delle dipendenze. Partecipare attivamente alla vita sociale è una chiave per ottenere una società con meno problemi di dipendenza e per vincere la solitudine e il senso d'impotenza. Possiamo trovare "compagni d'avventura" impegnandoci in un'associazione. Possiamo migliorare la qualità di vita impegnandoci per riorganizzare e rivalorizzare, per esempio, spazi pubblici (piazzette, parchi gioco) e per rendere le strade più sicure per anziani e bambini, per creare punti d'incontro per adolescenti, per favorire l'integrazione dei disoccupati, degli stranieri. …Cos'altro?