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Prevenire
significa battere in velocità, anticipare, trovare delle soluzioni.
Per trovare delle soluzioni si devono individuare e combattere
le cause che provocano dipendenza; si devono cioè analizzare
le dif-ficoltà quotidiane, la perso- nalità dell’individuo,
gli effetti dovuti all’ambiente, alla società e l’accessibilità
delle sostanze. Finora, nella nostra società, abbiamo concentrato
i nostri sforzi sulla lotta contro gli stupefacenti: come fare
per proibirli e come eliminarli? Il fatto che possiamo diventare
dipendenti da un prodotto o da un’attività dimostra che non
è possibile eliminare completamente il problema. Questo non
significa però che non si possa fare niente. Se si vogliono
prevenire efficacemente le dipendenze si deve operare a tre
livelli ( A, B, C)
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Che
cosa posso fare per me stesso, per non diventare dipendente?
La prevenzione delle dipendenze comincia da me stesso, devo
occuparmi della mia persona e questo non ha niente a che fare
con l’egoismo. *Una donna che si sacrifica per il marito e i
figli, accantonando ogni suo interesse personale, si sente utile.
Ma, prima o poi, questa sensazione potrebbe trasformarsi in
frustrazione. *Un uomo che vive unicamente per il suo lavoro
e dimentica completamente la sua vita privata, gode sicuramente
di considerazione e stima. Nonostante ciò, un giorno o l’altro,
si accorgerà di aver un vuoto attorno a sè. Quante volte nella
vita corriamo solo per soddisfare le esigenze e i desideri degli
altri? Ogni essere umano prova delle sensazioni e delle emozioni,
belle o brutte. Queste sensazioni vanno e vengono. Se, invece
di ignorarle e reprimerle, me ne accorgo e ne tengo conto, imparerò
a conoscermi meglio. Le sensazioni mi indicano come devo comportarmi
nella vita di tutti i giorni. Come la segnaletica stradale,
mi difendono dai pericoli e mi dicono a che cosa dare la priorità.
Essere a disposizione degli altri per sedici ore al giorno è
chiedere troppo a me stesso/a. Anch’io ho diritto a un po’ di
tempo per me. Cosa desidero veramente? Cosa posso fare per prendermi
cura di me? *Ho mal di testa. Un’altra volta è la gola, il ventre
o la schiena. Mi sento stanco e sono di malumore. Riesco a capire
il linguaggio del mio corpo? Non lo saprò mai se combatto immediatamente
tutti i dolori prendendo una pastiglia. Se invece mi rilasso
o vado a fare una passeggiata quando ho mal di testa, colgo
l’occasione per interpretare questo segnale. Perché mi viene
questo male in questo determinato momento? Dopo o prima di che?
Cosa mi fa "scoppiare" la testa? *Non sono della stessa
opinione e vorrei cambiare qualcosa. La maggior parte del tempo
però mi guardo bene dal dirlo per non creare discussioni; non
manifesto i miei bisogni o il mio punto di vista. Preferisco
tacere perché ho paura di non essere più amato e rispettato.
Imparare ad affrontare le difficoltà e i conflitti invece di
sfuggirli, ed esprimere quello che mi sta veramente a cuore
mi aiuta ad avere più fiducia in me stesso/a e a sentirmi meglio.
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Cosa
posso fare per gli altri, come migliorare la loro situazione
quotidiana per tenerli lontani dalla dipendenza?
Ogni essere umano influenza l'ambiente in cui vive con il suo
carattere, il suo modo di affrontare la vita, nonché con quello
che dice e che fa. Cercate di formulare le vostre idee riguardo
al modo di vivere con gli altri e discutetene con i famigliari.
Constaterete che esistono anche le idee degli altri. Vi siete
mai chiesti come vi comportate in caso di divergenze di opinione?
Nella vita con gli altri è inevitabile che vi siano divergenze
d’opinione e conflitti. Negarne l’esistenza, oppure cercare
di evitarle tutte le volte che si presentano non è una buona
soluzione. Spesso è difficile discutere quando non si ha la
stessa opinione, specialmente con gli adolescenti. Eppure per
i nostri figli la possibilità di discutere, di confrontarsi
e, anche, di litigare con i genitori, sentendosi però debitamente
considerati, costituisce la miglior prevenzione delle dipendenze.
Ogni tanto ci sono conflitti che superano le nostre capacità.
Sappiate che non dovete sempre risolvere tutto da soli. Parlatene
con qualcuno di cui vi potete fidare oppure fatevi consigliare.
Prendete il tempo che vi occorre: non è necessario che tutto
vada a posto immediatamente. Comportatevi in modo corretto anche
nelle situazioni che all’inizio possono sembrare troppo difficili.
Quest’esperienza vi darà il coraggio necessario per affrontare
nuovi conflitti e rafforzerà la stima in voi stessi. Comportandovi
in questo modo dimostrerete a coloro che vi stanno accanto che
è possibile affrontare apertamente i conflitti. Prestate attenzione
ai sentimenti degli altri. Magari una persona triste è contenta
se vede che cercate di farla sorridere, però potrebbe anche
darsi che dietro alla faccia triste si nasconda qualcosa che
non può essere eliminato come per magia. L’espressione scura
del vostro o della vostra partner, sulle prime, vi dà fastidio;
ma potrebbe anche essere interpretata come un modo per comunicarvi
che qualcosa non va. Siete capaci di affrontare apertamente
vostro figlio, partner o collaboratore e di parlare apertamente
dei problemi che lo affliggono? Anche se il suo atteggiamento
vi infastidisce? Prendere qualcuno sul serio significa dargli
la possibilità di esprimere anche le sensazioni e i sentimenti
negativi.
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Come
deve essere una società dove si possa vivere senza ricorrere
agli stupefacenti oppure facendone un uso moderato? E in che
modo posso contribuire a migliorare la società?
Come dovrebbe essere una società dalla quale non è più necessario
distanziarsi ed emarginarsi? Vi siete mai posti queste domande?
Con il suo carattere fortemente competitivo e i suoi gruppi
di interesse, la società attuale risulta insopportabile per
molte persone che non sanno più come comportarsi. Spesso ci
sembra di disporre di una libertà d’azione talmente limitata
che rinunciamo all’idea di voler cambiare qualcosa. E' comunque
un dato di fatto che una società in cui ognuno può partecipare,
riduce il pericolo delle dipendenze. Partecipare attivamente
alla vita sociale è una chiave per ottenere una società con
meno problemi di dipendenza e per vincere la solitudine e il
senso d'impotenza. Possiamo trovare "compagni d'avventura"
impegnandoci in un'associazione. Possiamo migliorare la qualità
di vita impegnandoci per riorganizzare e rivalorizzare, per
esempio, spazi pubblici (piazzette, parchi gioco) e per rendere
le strade più sicure per anziani e bambini, per creare punti
d'incontro per adolescenti, per favorire l'integrazione dei
disoccupati, degli stranieri. …Cos'altro?
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